PREMESSA
Il D.L. 104/2020, c.d. decreto “agosto”, ha introdotto un’agevolazione sotto forma di contributo in conto capitale a favore di imprese e lavoratori autonomi che volessero investire nell’acquisto e messa in funzionamento di colonnine di ricarica di veicoli elettrici.
Il contributo spetta nella misura massima del 40% dell’importo complessivamente sostenuto.
Recentemente, il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha definito i termini e le modalità di presentazione della domanda per poter accedere all’agevolazione in esame.
Tali modalità si differenziano a seconda che l’importo della spesa complessivamente sostenuta sia inferiore o superiore a 375.000 euro.
Le domande vengono esaminate da Invitalia secondo l’ordine cronologico di presentazione e i contributi erogati dal Ministero, una volta terminato l’iter istruttorio.
I BENEFICIARI
Visti gli articoli 4 e 5, D.M. 25.08.2021, le imprese che possono beneficiare del contributo in conto capitale denominato “colonnine di ricarica” devono possedere i seguenti requisiti:
- avere sede legale in Italia;
- risultare attive e iscritte al Registro delle Imprese territorialmente competente;
- non essere in situazione “di difficoltà”, così come definita dal Regolamento UE n. 615/2014;
- essere iscritte all’INPS / INAIL e avere una posizione contributiva regolare, così come risultante dal DURC;
- essere in regola con gli adempimenti fiscali;
- non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione anche volontaria, amministrazione controllata, concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
- non avere beneficiato di un importo complessivo di aiuti “de minimis” che, unitamente all’agevolazione in esame, determini il superamento dei massimali previsti dai Regolamenti UE n. 1407/2013, 1408/2013 e 717/2014 in relazione al settore in cui la stessa opera;
- non aver ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo in esame, alcun altro contributo pubblico;
- non essere destinatarie di sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, D.lgs. 231/2001;
- non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione UE che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune;
- essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni.
Tuttavia, tra i beneficiari dell’agevolazione di cui al contributo in conto capitale “colonnine di ricarica” troviamo anche i lavoratori autonomi che devono possedere i seguenti requisiti:
- volume d’affari (rigo VE50) risultante dall’ultima dichiarazione annuale IVA inviata all’Agenzia delle Entrate non inferiore al valore dell’infrastruttura di ricarica per la quale è richiesto il contributo in esame. Per i lavoratori autonomi forfetari, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può essere superiore a 20.000 euro;
- non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione UE;
- essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni;
- essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali;
- essere in regola con gli adempimenti fiscali;
- non aver ricevuto né richiesto, per le spese oggetto del contributo in esame, alcun altro contributo pubblico.
LE SPESE AMMESSE
L’agevolazione sotto forma di contributo in conto capitale spetta per le spese, al netto IVA, sostenute dal 21.10.2021, da imprese e lavoratori autonomi relative all’acquisto e/o installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici. In particolare le spese possono riguardare:
- acquisto e messa in opera di infrastrutture di ricarica ivi comprese le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio. Per tale voce di costo sono previsti i seguenti massimali:
- infrastrutture di ricarica in corrente alternata di potenza da 7,4 kW a 22kW inclusi:
- “wallbox” con 1 punto di ricarica: 2.500 euro per singolo dispositivo;
- colonnine con 2 punti di ricarica: 8.000 euro per singola colonnina;
- infrastrutture di ricarica in corrente continua:
- fino a 50 kW: 1.000 euro / kW;
- oltre 50 kW: 50.000 euro per singola colonnina;
- oltre 100 kW: 75.000 euro per singola colonnina;
- infrastrutture di ricarica in corrente alternata di potenza da 7,4 kW a 22kW inclusi:
- costi per la connessione alla rete elettrica, così come identificati dal preventivo per la connessione rilasciato dal gestore di rete, nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per l’acquisto e messa in opera delle infrastrutture di ricarica, stabilito secondo i suddetti criteri;
- spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per l’acquisto e messa in opera delle infrastrutture di ricarica, stabilito secondo i suddetti criteri.
Per beneficiare del contributo, le infrastrutture di ricarica devono possedere le seguenti caratteristiche:
- essere nuove di fabbrica;
- avere una potenza nominale almeno pari a 7,4 kW, che garantiscano almeno 32 Ampere per ogni singola fase;
- rispettare i requisiti minimi di cui all’art. 4 della Delibera dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) 15.12.2020, n. 541/2020/R/ee;
- essere collocate in Italia e in aree nella piena disponibilità dei soggetti beneficiari;
- essere realizzate secondo regola d’arte e dotate di dichiarazione di conformità, ai sensi del D.M. 37/2008 e del preventivo di connessione accettato in via definitiva.
Non sono ammesse le spese per:
- imposte, tasse e oneri di qualsiasi genere;
- consulenze di qualsiasi genere;
- relative a terreni e immobili;
- relative all’acquisto di servizi diversi dai citati costi per la connessione alla rete elettrica e dalle predette spese di progettazione, direzione lavori, etc. anche se funzionali all’istallazione;
- per costi relativi ad autorizzazioni edilizie, alla costruzione e all’esercizio.
Il contributo in conto capitale è riconosciuto nella misura del 40% delle spese ammissibili.
MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
La modalità di presentazione della domanda per usufruire dell’agevolazione varia a seconda dell’importo di spesa sostenuto dall’impresa o dal lavoratore autonomo. In particolare, vengono distinti gli investimenti di importo complessivo inferiore a 375.000 euro da quelli di importo superiore o uguale a tale soglia.
Nel primo caso, ovvero con investimenti di valore complessivo inferiore a 375.000 euro, la domanda va compilata e presentata esclusivamente in via elettronica, utilizzando la piattaforma disponibile nel sito Internet di Invitalia (www.invitalia.it), sezione “Colonnine di ricarica elettrica”. In particolare, l’iter di presentazione della domanda si articola nelle seguenti fasi:
- compilazione della domanda a partire dalle ore 10.00 del 26.10.2023 accedendo tramite SPID o Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS) all’apposita procedura on line;
- invio della domanda, dalle ore 10.00 del 10.11.2023 alle ore 17.00 del 30.11.2023.
Il termine finale per la presentazione delle domande di accesso al contributo può essere anticipato, nel caso di esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
Alla domanda va allegato:
- il preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva dal gestore di rete, fatto salvo il caso di connessione già esistente;
- per le domande di concessione del contributo presentate dai lavoratori autonomi, l’ultima dichiarazione dei redditi inviata all’Agenzia delle Entrate nonché, relativamente ai soggetti che non adottano il regime forfettario, l’ultima dichiarazione IVA inviata all’Agenzia;
- copia delle fatture elettroniche di tutte le spese oggetto di agevolazione;
- copia della documentazione attestante l’effettivo pagamento delle fatture tramite bonifico bancario o postale, SEPA, Ri.BA., SDD;
- copia dell’estratto conto da cui risulti l’importo e la data di pagamento, nonché la causale dello stesso;
- dichiarazioni liberatorie dei fornitori in forma di dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, corredate dalla copia dei documenti d’identità dei dichiaranti, attestanti l’integrale pagamento delle spese oggetto di agevolazione, nonché, limitatamente alle spese relative all’acquisto e la messa in opera di infrastrutture di ricarica, lo stato “nuovo di fabbrica”;
- dichiarazione di conformità degli impianti rilasciata da un professionista o dalla ditta in possesso dei requisiti tecnico-professionali (ex DM 37/2008), completa di tutti gli allegati obbligatori;
- relazione tecnica finale, redatta secondo il modello di cui all’Allegato n. 2 al DM 160797, contenente la descrizione dettagliata delle spese complessivamente sostenute e l’attestazione dell’effettivo e corretto funzionamento della/e infrastruttura/e di ricarica nonché dell’intervenuta connessione alla rete;
- in caso di infrastruttura/e di ricarica installate sul suolo pubblico, idonei titoli abilitativi alla costruzione;
- titoli comprovanti la piena disponibilità dell’area in cui sono collocate la/e infrastruttura/e di ricarica e l’impegno a mantenere la/e infrastruttura/e di ricarica nei 5 anni successivi alla data di erogazione del contributo.
La domanda e i relativi allegati vanno firmati digitalmente dal lavoratore autonomo, legale rappresentante o procuratore speciale del richiedente. Il richiedente deve essere in possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e risultante dal Registro delle Imprese, ovvero in caso di lavoratori autonomi, da Albi o Pubblici registri.
Al termine del caricamento documentale, Invitalia esaminerà le domande secondo l’ordine cronologico di ricevimento, verificando la sussistenza dei requisiti prescritti e la completezza della documentazione prodotta. In caso di esito positivo dell’istruttoria, entro i successivi 90 giorni il MASE procederà all’adozione di uno o più provvedimenti cumulativi di concessione ed erogazione.
Entro i successivi 90 giorni, fatta salva la necessità di acquisire eventuali integrazioni documentali o chiarimenti, l’agevolazione sarà erogata dal Ministero che, fermo restando il caso in cui nell’espletamento delle verifiche emergano irregolarità tali da determinare la revoca totale o parziale del contributo, procederà all’erogazione del contributo spettante sul conto corrente indicato nella domanda di agevolazione.
Viceversa, per gli investimenti di importo uguale o superiore a 375.000 euro, la domanda di accesso al contributo e relativi allegati vanno presentati esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) dalle ore 10.00 del 26.10.2023 alle ore 17.00 del 30.11.2023, inviando tutta la documentazione all’indirizzo PEC “CRE1@postacert.invitalia.it”.
Il termine finale per la presentazione delle domande di accesso al contributo può essere anticipato, nel caso di esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
Alla domanda va allegato:
- per i contributi superiori a 150.000 euro, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio per i dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia rese dai soggetti sottoposti a verifica, utilizzando i modelli di cui all’Allegato n. 2 al DM 160809;
- il preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva dal gestore di rete fatto salvo il caso di connessione già esistente.
La domanda e i relativi allegati vanno firmati digitalmente dal legale rappresentante o dal procuratore speciale dell’impresa richiedente. L’impresa richiedente deve essere in possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e risultante dal Registro Imprese.
Le richieste di concessione sono esaminate secondo l’ordine cronologico di ricezione. Entro 120 giorni dal termine ultimo per la presentazione delle domande o entro i maggiori termini correlati alla necessità di acquisire chiarimenti e/o integrazioni documentali, il MASE procede all’adozione del Decreto di concessione, con comunicazione all’indirizzo PEC dell’impresa beneficiaria.
Entro 90 giorni dalla notificazione del Decreto di concessione, le imprese beneficiarie devono presentare la richiesta di erogazione, utilizzando il modello dell’Allegato n. 3 al DM 160809, esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC), inviando tutta la documentazione al seguente indirizzo PEC: CRE1@postacert.invitalia.it.
Alla domanda di erogazione va allegata la seguente documentazione:
- copia delle fatture elettroniche di tutte le spese oggetto di agevolazione;
- copia della documentazione attestante l’effettivo pagamento delle fatture tramite bonifico bancario o postale, SEPA, Ri.BA., SDD;
- copia dell’estratto conto da cui risulti l’importo e la data di pagamento, nonché la causale dello stesso;
- dichiarazioni liberatorie dei fornitori in forma di dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, corredate dalla copia del documento d’identità dei dichiaranti, attestanti l’integrale pagamento delle spese oggetto di agevolazione, nonché, limitatamente alle spese relative all’acquisto e la messa in opera di infrastrutture di ricarica, lo stato “nuovo di fabbrica”;
- la dichiarazione di conformità degli impianti rilasciata da un professionista o ditta in possesso dei requisiti tecnico-professionali (ex DM n. 37/2008), completa di tutti gli allegati obbligatori;
- relazione tecnica finale, redatta secondo il modello di cui all’Allegato n. 4 al DM 160809, contenente la descrizione dettagliata delle spese complessivamente sostenute e l’attestazione dell’effettivo e corretto funzionamento della/e infrastruttura/e di ricarica nonché dell’intervenuta connessione alla rete;
- in caso di infrastruttura/e di ricarica installate sul suolo pubblico, idonei titoli abilitativi alla costruzione;
- titoli comprovanti la piena disponibilità dell’area in cui sono collocate la/e infrastruttura/e di ricarica ed impegno a mantenere la/e infrastruttura/e di ricarica nei 5 anni successivi alla data di erogazione del contributo;
- per i contributi superiori a 150.000 euro, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia rese dai soggetti sottoposti a verifica utilizzando i modelli di cui all’Allegato n. 2 al DM 160809.
La domanda di erogazione ed i relativi allegati, debitamente ed integralmente compilati, vanno firmati digitalmente dal legale rappresentante o dal procuratore speciale dell’impresa richiedente. La domanda di erogazione del contributo è valutata da Invitalia secondo l’ordine cronologico di ricezione. L’impresa beneficiaria deve essere in possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e risultante dal Registro Imprese.
Entro 90 giorni dalla presentazione della domanda di erogazione o nei maggiori termini correlati alla necessità di acquisire chiarimenti e/o integrazioni documentali, Invitalia comunica al Ministero l’esito dell’istruttoria. In caso di esito positivo dell’istruttoria, il Ministero provvede all’erogazione del contributo in un’unica soluzione entro i successivi 30 giorni.
